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Vino Marsala

 

Il Marsala è il più vecchio vino italiano a Denominazione d'Origine Controllata (D.O.C.) dal 1969 e il suo nome deriva dalla città omonima in provincia di Trapani.

La viticoltura del trapanese è tra le più antiche dell'isola; già nel 300 a.C. il porto di Marsala era un importante centro di scambio con i paesi dell'Egeo, con il Nord Africa e con la Spagna.

Gli antichi Greci importarono in Sicilia il sistema di coltivazione della vite ad “alberello” e i migliori sistemi di potatura, rendendo le uve ricche di zucchero ed i vini ad elevato grado alcolico.

La gradazione media è di circa 18 gradi e, a seconda delle quantità di zuccheri, può essere secco, semisecco e dolce.

5 sono le categorie:

- Fine (minimo 1 anno di invecchiamento)

- Superiore (minimo 2 anni di invecchiamento)

- Superiore Riserva (minimo 4 anni di invecchiamento)

- Vergine e/o Soleras (minimo 5 anni di invecchiamento)

- Vergine Soleras Riserva (minimo 10 anni di invecchiamento)

Ciascuna delle seguenti denominazioni dà luogo a ulteriori suddivisioni per tenere conto del colore:

- oro: prodotto da uve a bacca bianca, è vietata l’aggiunta di mosto cotto.

- ambra: prodotto da uve a bacca bianca, con aggiunta di mosto cotto superiore all'1%.

- rubino: prodotto da uve a bacca nera, con eventuale aggiunta massima del 30% di uve a bacca bianca; è vietata l’aggiunta di mosto cotto.

In tutto il mondo è usato sia in cucina che a tavola, come aperitivo o vino da dessert, da consumarsi durante il pasto o in sostituzione del sorbetto, freddo, caldo o a temperatura ambiente.

Un po’ di storia:

Si narra che Woodhouse (commerciante di Liverpool) nel 1777, dopo aver scoperto la bontà del vino dei marsalesi, ne portò un po’ in Inghilterra e piano piano gli inglesi iniziarono ad apprezzarne la bontà, finanziandone così la produzione. Woodhouse fondò anche il più antico stabilimento enologico siciliano: il Baglio (cioè il "cortile") della tonnara del Cannezzo.

Nel 1806 un altro imprenditore inglese, Benjamin Ingham, fondò il secondo stabilimento di produzione, e nel giro di 20 anni conquistò i mercati di Germania, Russia, Stati Uniti, America Latina e Australia.

Nel 1833 il calabrese Vincenzo Florio fece costruire, tra i due stabilimenti inglesi, il suo "baglio" e in 20 anni riuscì ad esportare il vino in tutto il mondo. L'imprenditore scelse come insegna un leone che si abbevera ad un ruscello. Nel corso del tempo furono costruiti molti altri stabilimenti, e nel 1962 nacque il "Consorzio per la tutela del Vino Marsala".

Oggi il Marsala è prodotto e imbottigliato da una ventina di aziende grandi e piccole ed è venduto in 35 Paesi.

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