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Caponata di melenzane

 

CAPONATA

LA CAPONATA

La Sicilia, terra di conquiste da parte di molte invasori stranieri, ha sempre conservato un legame particolare con il paese di origine dei conquistatori, dovuto al fascino di molte testimonianze, osservabili ancora oggi in ambito artistico, architettonico e culturale, che reinterpretando e fondendo le tradizioni di origine con quelle indigene, seguendo il gusto del “bello” in ogni sua forma, fanno capire come la Sicilia pur invasa fisicamente da tanti popoli non sia mai stata dominata nell’animo. Anche la gastronomia non si discosta da questo assioma, grazie alla capacità di importare a tavola alcuni ingredienti non autoctoni, elaborando ricette con un gusto tipicamente siciliano, distinguendosi ancora oggi nel mondo per originalità, genuinità e sapore.

Presenteremo dunque qui periodicamente alcune specialità gastronomiche, già da tempo codificate nella ricca tradizione culinaria siciliana, dando alcuni cenni sulla loro origine.

CAPONATA DI MELANZANE

Notissima come la regina tra le portate di contorno e per le sue tante varianti, parleremo della più nota, cucinata alla palermitana, che può essere gustata anche come piatto unico per la completezza dei suoi ingredienti. La caponata, o “capunata” in dialetto siciliano, è un piatto di verdure in agrodolce, un insieme di ortaggi fritti, quasi sempre melanzane, conditi con sugo di pomodoro, sedano, cipolla, olive e capperi e una salsa di zucchero e aceto.

ORIGINE

La sua storia è legata agli ingredienti principali: la melanzana di origine araba, introdotta gradatamente con la loro conquista della Sicilia, iniziata nell’827 con lo sbarco di Capo Granitola in prossimità di Mazara del Vallo, e il pomodoro introdotto dagli aragonesi (spagnoli) dopo il ritorno di Cristoforo Colombo dalle Americhe circa 700 anni dopo. Gli altri ingredienti, cipolle, olive, capperi, sedano, aceto e zucchero erano già tutti disponibili in Sicilia. La melanzana dal latino “mela insana”, così chiamata a causa della solanina che le conferisce il tipico sapore amarognolo leggermente tossico, è una pianta della famiglia delle Solanaceae originaria dell’Asia, introdotta in Europa nell’alto Medioevo (insieme al riso e allo zucchero) dagli arabi. La varietà che si usa è il tipo detto “melanzana tunisina”, cioè allungata e un po’ amara.

Sulla etimologia del nome caponata, sembra che il suo nome derivi dal capone, nome di un pesce bianco e pregiato (nel resto d’Italia chiamato lampuga) dalla carne asciutta che veniva servito sulle tavole dei nobili siciliani e condito in salsa agrodolce. Ma se era frequente gustare questo piatto nei palazzi nobiliari, non altrettanto si può dire per il ceto popolare che non potendo permettersi il lusso di acquistare il pesce capone, si ingegnò adattando il piatto alle proprie possibilità economiche, sostituendolo con la più comune melanzana, costituendo quell’ingrediente principale che rese la pietanza popolare e nota ancora oggi col nome di caponata di melanzane. Alcuni invece associano l’origine del nome caponata alla frequentazione dei marinai nel diciassettesimo secolo di luoghi di ristoro chiamati caupone, dal latino cauponae, che significa taverna, osteria, quindi caponata come cibo da taverna.

Ecco pronta per la preparazione la ricetta della caponata di melanzane.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

4 melanzane tunisine, 200 gr di salsa di pomodoro, 100 gr di olive , 3 coste di sedano, 50 gr. di capperi salati, una cipolla, 1 ciuffo di basilico, 4 cucchiai di zucchero , 4 cucchiai d’aceto di vino, olio d’oliva extravergine, sale e pepe q.b.

Lavate e tagliate le melanzane a dadi senza eliminare la buccia. Mettetele in uno scolapasta, cospargetele di sale grosso e lasciatele riposare per circa un’ora. In questo modo le melanzane perderanno la loro acqua di vegetazione e quel retrogusto amaro che spesso hanno. Scolatele, asciugatele e friggetele in un tegame. Mettetele ad asciugare su dei fogli di carta assorbente in modo da avere una frittura più asciutta. A parte sbollentate il sedano, tagliato a pezzetti in acqua salata. Snocciolate le olive e mettetele per una decina di minuti in acqua calda. Nel frattempo avrete cucinato la salsa con pomodori maturi, la cipolla e il basilico. Rosolate in un tegame con poco olio le olive snocciolate, i capperi dissalati ed il sedano. Mettete l’aceto in un bicchiere e fatevi sciogliere lo zucchero. Successivamente versatelo nella salsa, lasciatelo evaporare per un paio di minuti, aggiungete le melanzane ed il basilico tagliato a mano. Se occorre aggiustate l’agrodolce. Versate nel tegame anche le melanzane e lasciatele insaporire per qualche minuto nel sugo a fuoco bassissimo. Servite la caponata fredda.

Testo e Foto di Giuseppe Russo

Blog: https://russogiuseppefotoeviaggi.wordpress.com

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