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Acitrezza tra leggenda e mitologia


Faraglioni di Acitrezza

 I Faraglioni di Acitrezza

La leggenda narra che il Ciclope Polifemo, in preda alla collera per essere stato accecato da Ulisse, abbia scagliato dei grossi massi contro le sue navi, dando origine ai Faraglioni  attualmente antistanti AciTrezza.

Il piccolo arcipelago, costituito dall’isola Lachea e da tre Faraglioni e cinque scogli deriva da una primordiale attività sottomarina dell’Etna risalente a circa 500.000 anni fa. Il successivo sollevamento del fondale fece emergere gli attuali Faraglioni. Adesso essi appaiono nella loro maestosità e singolare forma, dopo essere stati modellati dal vento e dagli agenti atmosferici per migliaia di anni. Attualmente fanno parte della omonima riserva naturale integrale  dell’Area Marina Protetta.

Nell’Isola Lachea si trova una varietà di lucertola adattatasi a vivere in questo particolare ecosistema, la Podarcis Sicula Ciclopica, derivante dall’evoluzione del sauro endemico. Altri esemplari autoctoni di fauna e flora trovano il loro habitat naturale nel piccolo arcipelago.

Aci e Galatea

Dell’amore tra il pastore Aci e la bellissima ninfa Galatea narra Ovidio nelle sue Metamorfosi. Ma anche il Ciclope Polifemo è innamorato di Galatea ed accecato dall’ira, lancia contro il pastore un grosso masso uccidendolo. Il sangue di Aci verrà trasformato da Nettuno in un fiume e Galatea in schiuma d’onda affinché possano incontrarsi per sempre.

 

Acitrezza nella letteratura

Giovanni Verga immortalò il piccolo borgo marinaro di AciTrezza nel suo capolavoro I Malavoglia. Nel romanzo, il piccolo mondo di AciTrezza rimane immutabile nonostante il trascorrere del tempo, sullo sfondo di una Sicilia poverissima dopo l’Unità d’Italia. A nulla valgono gli sforzi e le lotte dei protagonisti del romanzo per uscire da quella condizione. Il pessimismo del Verga non concede ad essi alcuna alternativa se non la possibilità di adattarsi per sopravvivere.

Folclore

Il 24 Giugno di ogni anno, si celebra la tradizionale festa di San Giovanni. In questa occasione si rinnova la pantomima de “U pisci a mari”, sorta di rito propiziatorio recitato da figuranti e rievocante la pesca del pesce spada, a cui assiste una gran folla di turisti e curiosi.

Tradizioni culinarie di Acitrezza

I Ristoranti e le Trattorie di Acitrezza offrono piatti a base di pesce appena pescato. Tra i primi citiamo la pasta con i ricci di mare. Salse come il “garum” risalgono ai tempi dei romani. La granita siciliana (dall’arabo sherbet = sorbetto) ha avuto i suoi esordi in questi luoghi, nata miscelando sapientemente la neve dell’Etna con gli agrumi locali, zucchero e sale.

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