Chiesa di San Michele Minore - Catania

Chiesa di San Michele Minore

E’ una piccola chiesa che fu edificata ai margini di quello che, prima del terremoto del 1693, era chiamato “Piano della Sigona”. Era crollata colà la casa del cav. Rizzari e, defunti tutti i suoi componenti, al suo posto si decise di costruirvi, appena un anno dopo un piccolo luogo di culto, quando i dintorni del “piano”, ammesso che piano fosse, erano molto ondulati. La chiesa, aperta al culto nel 1697, era dunque sopraelevata di circa tre metri rispetto ai dintorni.

 Deve il suo nome al fatto che, molti anni dopo, fu costruita in Via Etnea un’altra chiesa dedicata allo stesso Santo, di dimensioni e sontuosità molto maggiori, abbinata al Convento dei Chierici regolari minori, oggi occupato per metà dalla Prefettura e per metà dalla Provincia. Fatto il debito confronto con la nuova grandiosa chiesa, il popolo le affibbiò il nome di “San Michileddu” reso in italiano in San Michele Minore.

Quando, negli anni ’60 dell’Ottocento, l’amministrazione cittadina decise di livellare le strade del centro, tutta quella zona fu portata all’attuale livello della Via Antonino di San Giuliano e dei Quattro Canti e così questa chiesa, come la vicina dedicata a Santa Teresa, si trovò ad emergere alcuni metri dalla strada e fu necessario per entrambe realizzare delle scale per mantenerne l’accesso.

Il prospetto è, tenendo conto del gusto dell’epoca, molto semplice e costituito da un portale sormontato da una finestrone, due paraste d’angolo bugnate ed un cornicione. Tutto in pietra bianca di Siracusa, tranne gli elementi più bassi, realizzati in pietra lavica. In alto un fregio con volute, con un archetto che doveva contenere una piccola campana.

La chiesa, oggi sconsacrata, fu acquisita dalla Provincia Regionale di Catania, che vi tiene una biblioteca ed una collezione di ritratti ed autoritratti di maestri del Novecento, donati dal pittore Nunzio Sciavarrello.

La Biblioteca è costituita da un patrimonio di circa 4.000 volumi per la maggior parte editi fuori commercio e da 1.000 opuscoli, in massima parte cataloghi di mostre d’arte ed offre la possibilità di consultare, in un elegante sala di lettura, pubblicazioni difficilmente reperibili in altre biblioteche. La Pinacoteca è costituita da ritratti ed autoritratti di maestri italiani del ‘900 ed offre al visitatore l’opportunità di apprezzare varie tecniche pittoriche, attraverso gli autentici capolavori di grandi maestri, tra i quali spiccano le opere di Guttuso, Di Bartolo, Fiume, Consagra, Maccari e Sciavarrello.

Sulla parete frontale è stato collocato quello che fu il coperchio di una sepoltura con dei bassorilievi, uno dei quali rappresenta la bilancia, su cui si legge:

TEMPORIS HAEC TRUTINA

EXPLORAT DISCRIMEN, ET

AEVI

MORTIS ENIM RERUM

PONDERA LANCE

PATENT

Che significa “Questa bilancia misura la differenza di tempo e di età. Infatti con la bilancia della morte si manifesta il valore delle cose”.

E’ visitabile infine la cripta ove avvenivano le sepolture dei defunti del quartiere, come si usava prima dell’adozione obbligatoria dei cimiteri fuori dai centri abitati.

Giambattista Condorelli

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