Scala dei Turchi

Scala dei Turchi

SCALA DEI TURCHI di Giuseppe Russo

Nella costa siciliana meridionale, in provincia di Agrigento tra Porto Empedocle e Siculiana, si trova protesa sul mare la scenografica "Punta di Majata", oggi nota come "Scala dei Turchi", scogliera in territorio di Realmonte, protetta dai venti e al tempo priva di difese e dotata di una scala naturale che dalla riva consente di raggiungere facilmente la vetta grazie ai suoi gradini creati dall'erosione del vento e dalla pioggia.

Scala dei Turchi     Scala dei Turchi

Secondo un’antica leggenda i saraceni detti “turchi”, dopo aver ormeggiato le loro navi nelle acque tranquille e protette dalla scalinata naturale, si arrampicavano per i suoi candidi gradoni raggiungendo la terra ferma, razziando e depredando tutto ciò che incontravano nel loro cammino, a cominciare dal paese di Realmonte, per poi scappare con ricchi bottini ridiscendendo dai dolci pendii. Per i siciliani il termine “Turchi” non indica gli abitanti della Turchia, ma è un nome generico che indica tutte quelle popolazioni che un tempo venivano “come pirati” dalla Barberia, cioè i paesi del Maghreb compreso il Marocco e la Libia.

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Furono dunque le razzie di questi corsari a dare a questa scogliera il nome di “Scala dei Turchi”, la cui notorietà si è accresciuta negli ultimi anni grazie alle storie del commissario Montalbano raccontate dalla penna di Andrea Camilleri, essendo i luoghi in essi citati nelle vicinanze Vigata, l’immaginario paese del popolare romanzo poliziesco.

Storie e leggende si mescolano negli anni nella vita costiera siciliana dando vita a qualche detto locale come "cu piglia 'n turcu è 'so" (chi prende un turco è suo e lo può tenere come schiavo), che gli agrigentini coniarono quando decisero di affrontare con forza e determinazione i "saracini". Gli agrigentini infatti stanchi di dover vivere nel terrore, subire i saccheggi, venire catturati e finire schiavi dei pirati, decisero di reagire con forza infliggendo ai nemici una lezione talmente esemplare da sgomberare il loro mare per sempre dagli incursori, con la conseguenza che chi catturava qualche pirata rimasto sulla spiaggia, mentre i suoi amici si allontanavano, poteva trattenerlo e mandarlo a lavorare nei campi.

Scala dei Turchi     Scala dei Turchi     Scala dei Turchi

Scala dei Turchi     Scala dei Turchi     Scala dei Turchi

Tale scogliera presenta oggi due spiagge di sabbia fine e dorata e per accedervi bisogna procedere lungo il litorale e scendere da una scalinata a conclusione di piccolo sentiero a ridosso di un bar in posizione panoramica su tutta la costa agrigentina fino a Capo Russello, alternata da lastroni di scogli di poco affioranti sopra il pelo dell’acqua blu e turchese e coperti da verdi alghe, disposti verticalmente rispetto alla battigia, e da un paio di scogli affioranti a circa 200 metri dalla riva, noti come “u zitu e a zita”, che ricordano la storia di due giovani innamorati del posto (il fidanzato e la fidanzata). Secondo una leggenda una strega del mare invidiosa di loro lanciò un sortilegio ai due innamorati, trasformandoli per sempre nei due scogli che affiorano dal mare di fronte, immortalando e legando per l’eternità la “scala” all’amore.

 

Scala dei Turchi     Scala dei Turchi     Scala dei Turchi

Al centro tra le due spiagge circondata dalla tipica vegetazione siciliana di capperi, fichi, fichi d’india e altre piante selvatiche appare una scogliera candida tondeggiante e ondulante, simile alla carena di una nave inabissata per metà nella sabbia. E’ la Scala dei Turchi, una scultura naturale costituita da uno sperone di roccia sedimentaria detta “marna” (un composto a grana fine costituito da calcare e argilla),

Scala dei Turchi

che conferisce al posto un colore bianco puro, e su cui l’erosione dei venti e della pioggia ha scavato nel tempo una naturale gradinata, rendendola fra le più caratteristiche e incantevoli della Sicilia.

Scala dei Turchi     Scala dei Turchi     Scala dei Turchi

E’ possibile salire sugli scalini naturali, inclinati verso l'acqua che diventano sentieri che permettono di raggiungere la cima da cui ammirare il panorama. Il contrasto che si crea presso La Scala dei Turchi fa si che il cielo appaia più intenso e il mare mostri tutte le tonalità fra azzurro e verde.

Scala dei Turchi

Qui tutto sembra "magia" perché c’è una energia cosmica. Il tempo dedicato all'abbronzature vale per due: la pietra bianca, infatti, riflette la luce e raggiunge ogni angolo del corpo e per questo gli amanti dell’abbronzatura la preferiscono anche fuori stagione per le particolarità benefiche.

Scala dei Turchi

I bagnanti arrivano per tuffarsi dai suoi trampolini e piattaforme naturali per tuffarsi nelle acque sottostanti, caratterizzate da una trasparenza unica e da favolosi fondali.

Scala dei Turchi

I turisti arrivano anche da lontano per ammirare questo panorama che la natura magicamente dona alla madre terra, incantati dai colori e per riportare a casa le immagini fotografiche multicolor del sito, che ben presto entrerà a far parte dell'elenco dei beni sotto tutela dell'Unesco: un riconoscimento in più per la Sicilia, isola al centro del Mediterraneo per secoli assoggettata da Greci, Romani, Vandali, Ostrogoti, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Aragonesi e Borboni, ma che ha saputo fondere le culture straniere con la propria, facendole sue, senza mai essere dominata nel cuore.

Testo e Foto di Giuseppe Russo

Blog: russogiuseppefotoeviaggi.wordpress.com

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